Bisogna leggere i programmi elettorali in dettaglio per capire il retropensiero dei nostri rappresentanti politici. Al punto A/5 cioè Prima Missione Rilanciare lo Sviluppo, punto numero 5 Berlusconi scrive testualmente "... riduzione dei passaggi dal campo alla tavola dei prodotti agricoli, diffusione dei mercati gestiti direttamente dai produttori agricoli".
Esattamente come Pecoraro Scanio, D'Alemanno e De Castro. Bella trovata, grande ingegno. Ma chi hanno chiamato come consulenti? I produttori? Sono essi i depositari delle tecniche di marketing? Ma se la U.E. insieme ai nostri governi di Roma finanziano da 3 decenni queste politiche senza avere ottenuto risultati è saggio continuare su questa strada?
Non sarebbe meglio interpellare i professionisti del commercio internazionale? Purtroppo non lo fanno perchè hanno paura di attirarsi le ire dei produttori e perchè hanno paura di perdere le leve di potere insite nel gestire tanti soldi in cambio di tanti voti.
Ma mai dire mai, in fondo al baratro cè sempre chi si ricorda che ci sono altre teorie e verrà il giorno dove qualuno proporrà di studiare il sistema olandese che è leader in Europa ed nel mondo nel approvvigionare mille mercati con l'aiuto di mille società import-export specializzate nel campo ortofrutticolo e non solo.
Finchè il produttore non torna a collaborare con il commercio per coprire ogni angolo del mondo con ortofrutta italiana di qualità, il made in Italy non avrà il sostegno adeguato a risolvere i problemi nati dalla mancanza di consumi nella vecchia Europa.. Quando lo stato smetterà di finanzizare gli uffici commeriaciali delle cooperative agricole con i soldi pagati anche con le tassse dei pochi professionisti della commercializzazione ortofrutticola sopravissuti, quando darà all'impresa commerciale la stessa dignità e lo stesso status che dà al produttore associato quando si tratta di ricerca di mercato, di promozione e di vendita, quello sarà il momento dove la produzione attuale non basterà per soddisfare a condizioni di concorrenza la domanda internazionale e d'oltremare. Ma bisogna convincere della bontà di questa teoria chi domani dovrà impostare ex novo le politiche della riconquista italiana dei mercati.
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