Che bella notizia: mio nipote che ha frequentato quest'anno la seconda media superiore con profitto chiede di poter lavorare nella nostra azienda. Suo padre, AD nella stessa azienda è d'accordo e lo porta in ditta con se ogni giorno.
Si decide di dargli 500 euro al mese di metterlo in regola. Tutto questo due giorni prima del primo giorno di lavoro. Un lunedì il ragazzo arriva e gli viene assegnata una postazione attrezzata ed un lavoro specifico: tentare di adattare il sistema qualità già esistente in un'altra ditta a quella per la quale deve lavorare.
Il ragazzo è sveglio e sopratutto sa navigare in Internet come pochi alla sua età ma anche come pochi in ufficio. Dunque tutto a posto?? Magari, perché adesso bisogna pur metterlo in regola. In seguito a una conversazione con il consulenze del lavoro sappiamo come muoverci all'interno dei regolamenti: Impariamo che il minimo che si deve elargire per uno che non sa niente (al massimo inserire dei dati nella database) sono € 930.- lordi che corrispondono a circa euro 630.- netti. Già questo cozza con il nostro modo di pensare.
Ma poi ci sono tutti gli adempimenti: Per il giovedì della prima settimana prendiamo un appuntamento con il medico della ditta per l'obbligatoria visita medica (per un ragazzo 16enne che a casa è sempre sotto controllo e che deve lavorare seduto su una sedia davanti al computer) che però per vari motivi slitta due tre volte: Si deve far coincidere l'orario con le esigenze del medico e di chi accompagna il candidato in macchina perché non esistono mezzi pubblici ad hoc. La visita verrà finalmente fatta all'inizio della settimana seguente. Tutto a posto e contenti tutti (tranne la ditta che ha dovuto sborsare euro 80.-.
Nel frattempo si è avviata la pratica della scuola che deve rilasciare un certificato che conferma che il candidato ha frequentato la scuola per totale 10 anni. Cosa da niente?? Sarebbe troppo bello. La scuola si prende 3-4 giorni perché ci sono anche gli esami di maturità e tante altre cose che intasano i gangli dell'amministrazione.
Nel frattempo il consulente ricorda che ha bisogno anche del Codice Fiscale e questo il ragazzo stesso, con un immediato accesso al sito preposto lo identifica. E dunque siamo pronti per dare l'ordine della messa in regola.
Ma alt! da giorni, a mia insaputa la famiglia aveva deciso che il ragazzo doveva fare almeno una settimana di ferie al mare e così domani sabato parte per tornare solo il lunedì della settimana dopo. Ecco così con grande gioia speriamo di poterlo accogliere in pompa magna con tutti i crismi della legge a posto al 22mo giorno del suo arrivo in ditta.
Sono così passate tre settimane nelle quali il ragazzo ha fatto quello che ci eravamo prefissi, ma chi sapeva che non era in regola non stava tranquillo. E se per venire in ufficio con papà succedeva un piccolo tamponamento?? Se un controllo improvviso coglieva tutti in castagna??
E così mi sono deciso a descrivere qui questa piccola odissea, una tipica situazione all'italiana, che dimostra che per persone con normale buonsenso è impossibile rispettare la legge alla lettera e che perciò un imprenditore è sempre sotto tiro e sempre con la spada di Damocle sospesa sopra la testa, con minacce di procedimenti anche penali. Di controlli ce ne sono pochi ma se fa comodo a qualcuno è certo di trovare sempre la scusa per mettere in castagna chiunque!!
venerdì 27 giugno 2008
domenica 22 giugno 2008
ESSELUNGA si decide?
Esselunga a Mercadona Supermercados? Nel Web Ci sono notizie che indicano il futuro destino di Essselunga nelle mani di questo fenomeno spagnolo. Secondo il mio parere tutto va bene purchè non finisca nelle grinfie di COOP Italia.
Conosco bene, per motivi di lavoro, i supermercati Europei ed in special modo quelli inglesi e vedo che c'è un abbisso che purtroppo continuerà ad aggravarsi. Il sistema delle cooperative in generale non è più in grado di reggere la concorrenza internazionale, globale di un mercato liberalizzato e sarebbe già nelle condizioni di Alitalia senza i privilegi che nel nostro paese ancora oggi sono accordati per ragioni storiche ed inoltre politiche a questo sistema.
Ci siamo mai chiesti perchè il più grande supermercato italiano non si espande all'estero, per esempio nei paesi dell'est Europeo che lo aspetterebbe a braccia aperte?
Al contrario, facciamo di tutto per spalancare le porte a francesi, austriaci, tedeschi sia super che discount. Si trovano molto bene perchè la COOP tiene alti i prezziinsieme ai guadagni per chi si sa gestire.
Conosco bene, per motivi di lavoro, i supermercati Europei ed in special modo quelli inglesi e vedo che c'è un abbisso che purtroppo continuerà ad aggravarsi. Il sistema delle cooperative in generale non è più in grado di reggere la concorrenza internazionale, globale di un mercato liberalizzato e sarebbe già nelle condizioni di Alitalia senza i privilegi che nel nostro paese ancora oggi sono accordati per ragioni storiche ed inoltre politiche a questo sistema.
Ci siamo mai chiesti perchè il più grande supermercato italiano non si espande all'estero, per esempio nei paesi dell'est Europeo che lo aspetterebbe a braccia aperte?
Al contrario, facciamo di tutto per spalancare le porte a francesi, austriaci, tedeschi sia super che discount. Si trovano molto bene perchè la COOP tiene alti i prezziinsieme ai guadagni per chi si sa gestire.
domenica 15 giugno 2008
La Tuchia deve aspettare
Il referendum sull'accettazione da parte dell'Irlanda della versione di Lisbona dei nuovi regolamenti della U.E. è stato quasi ingorato in Italia ma l'esito negativo ha provocato in tutt'Europa un ondata di commenti.
Vorrei fare il mio ragionamento personale perchè nonostante mi sembri quello più semplice non l'ho letto da nessuna parte.
Premesso che non si può ignorare il malessere di una certa parte di cittadini irlandesi ma anche di una parte di cittadini di tanti altri paesi (vedi la Lega Nord in Italia) e premesso anche che comunque una U.E esistente ma ormai ingovernabiole vuole riorganizzata, premesso tutto questo mi sembra lampante che è stata messa troppa carne al fuoco.
Troppi paesi sono stati accolti in troppo poco tempo e questo ha creato egoismi ed insicurezza dilagante fra i ceti più deboli ed i meno aperti al cambiamento. Se questo è successo accogliendo circa 80 milioni di europei cristiani, (polacchi sloveni, lituani, rumeni ecc) come può non causare uno sconquasso l'ingresso ipotizzato fra breve di 80 milioni di turchi quasi tutti figli di Allah?
Proporrei un referendum nell'Europa dei 27 per appurare se la maggioranza degli elettori è pro o contro l'arrivo della nazione turca (pur meritevole ed interessante per tanti versi) e per trovare un modo elegante per dire ai turchi che (in caso di vittoria dei no) dovranno avere pazienza finchè i tempi non sono maturi.
Credo che si tratterebbe solo di applicare la normale dose di buonsenso di cui è dotata la maggioranza di noi tutti.
Vorrei fare il mio ragionamento personale perchè nonostante mi sembri quello più semplice non l'ho letto da nessuna parte.
Premesso che non si può ignorare il malessere di una certa parte di cittadini irlandesi ma anche di una parte di cittadini di tanti altri paesi (vedi la Lega Nord in Italia) e premesso anche che comunque una U.E esistente ma ormai ingovernabiole vuole riorganizzata, premesso tutto questo mi sembra lampante che è stata messa troppa carne al fuoco.
Troppi paesi sono stati accolti in troppo poco tempo e questo ha creato egoismi ed insicurezza dilagante fra i ceti più deboli ed i meno aperti al cambiamento. Se questo è successo accogliendo circa 80 milioni di europei cristiani, (polacchi sloveni, lituani, rumeni ecc) come può non causare uno sconquasso l'ingresso ipotizzato fra breve di 80 milioni di turchi quasi tutti figli di Allah?
Proporrei un referendum nell'Europa dei 27 per appurare se la maggioranza degli elettori è pro o contro l'arrivo della nazione turca (pur meritevole ed interessante per tanti versi) e per trovare un modo elegante per dire ai turchi che (in caso di vittoria dei no) dovranno avere pazienza finchè i tempi non sono maturi.
Credo che si tratterebbe solo di applicare la normale dose di buonsenso di cui è dotata la maggioranza di noi tutti.
martedì 3 giugno 2008
Razionamento
Per chi come me ricorda le cartelle distribuite dal governo negli ultimi anni della seconda guerra mondiale la parola RAZIONAMENTO provoca sgomento. Capisco che la Walmart e Tesco, i due supermercati simbolo per gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, svolgono questa azione in ben altro contesto. Già vent'anni fa si sentiva dire che commercianti al dettaglio cercavano di accapparrarsi grandi quantitativi di merce vendute a sottocosto per una promozione da un supermercato perchè all'ingrosso non trovava la stessa qualità allo stesso prezzo.
Ma come al solito queste notizie sono un campanello d'allarme e scrivo queste righe mentre a Roma si svolge la conferenza mondiale della FAO il giorno 3 giugno 2008. Ci deve essere un ripensamento generale delle problematiche collegate con i prodotti alimentari. Dobbiamo tutti accettare l'idea che al primo posto dell'agenda economica e politica dobbiamo mettere l'alimentazione sufficiente per tutti gli esseri viventi della terra.
La siccità al momento è solo una parte del problema. Altre sono le cause aggravanti vedi le sovvenzioni alle produzioni agricole nei paesi ricchi, vedi la politica dello sviluppo dei biocarburanti, degli OGM ecc.
Solo perchè il mondo progredito deve correre non possiamo lasciare per strada chi non ha le doti per correre. Mi sembra di capire che siamo di fronte allo stesso problema che vediamo a casa nostra: aziende agricole troppo piccole non possono più produrre con logiche di mercato. Dalle nostre parti gli addetti in agricolura sono ancora l'8 percento? Diciamo che sono troppi perchè in America rappresetano il 3 perceto. Ma nei paesi in via di sviluppo qual è questa percentuale? Dovremo lasciar loro il tempo di crescere e nel frattempo sostenere il loro sviluppo agricolo ritardando certe tecniche moderne, ottime per il mercato ma assassine per l'uomo meno privilegiato.
Ma come al solito queste notizie sono un campanello d'allarme e scrivo queste righe mentre a Roma si svolge la conferenza mondiale della FAO il giorno 3 giugno 2008. Ci deve essere un ripensamento generale delle problematiche collegate con i prodotti alimentari. Dobbiamo tutti accettare l'idea che al primo posto dell'agenda economica e politica dobbiamo mettere l'alimentazione sufficiente per tutti gli esseri viventi della terra.
La siccità al momento è solo una parte del problema. Altre sono le cause aggravanti vedi le sovvenzioni alle produzioni agricole nei paesi ricchi, vedi la politica dello sviluppo dei biocarburanti, degli OGM ecc.
Solo perchè il mondo progredito deve correre non possiamo lasciare per strada chi non ha le doti per correre. Mi sembra di capire che siamo di fronte allo stesso problema che vediamo a casa nostra: aziende agricole troppo piccole non possono più produrre con logiche di mercato. Dalle nostre parti gli addetti in agricolura sono ancora l'8 percento? Diciamo che sono troppi perchè in America rappresetano il 3 perceto. Ma nei paesi in via di sviluppo qual è questa percentuale? Dovremo lasciar loro il tempo di crescere e nel frattempo sostenere il loro sviluppo agricolo ritardando certe tecniche moderne, ottime per il mercato ma assassine per l'uomo meno privilegiato.
Iscriviti a:
Post (Atom)