Il referendum sull'accettazione da parte dell'Irlanda della versione di Lisbona dei nuovi regolamenti della U.E. è stato quasi ingorato in Italia ma l'esito negativo ha provocato in tutt'Europa un ondata di commenti.
Vorrei fare il mio ragionamento personale perchè nonostante mi sembri quello più semplice non l'ho letto da nessuna parte.
Premesso che non si può ignorare il malessere di una certa parte di cittadini irlandesi ma anche di una parte di cittadini di tanti altri paesi (vedi la Lega Nord in Italia) e premesso anche che comunque una U.E esistente ma ormai ingovernabiole vuole riorganizzata, premesso tutto questo mi sembra lampante che è stata messa troppa carne al fuoco.
Troppi paesi sono stati accolti in troppo poco tempo e questo ha creato egoismi ed insicurezza dilagante fra i ceti più deboli ed i meno aperti al cambiamento. Se questo è successo accogliendo circa 80 milioni di europei cristiani, (polacchi sloveni, lituani, rumeni ecc) come può non causare uno sconquasso l'ingresso ipotizzato fra breve di 80 milioni di turchi quasi tutti figli di Allah?
Proporrei un referendum nell'Europa dei 27 per appurare se la maggioranza degli elettori è pro o contro l'arrivo della nazione turca (pur meritevole ed interessante per tanti versi) e per trovare un modo elegante per dire ai turchi che (in caso di vittoria dei no) dovranno avere pazienza finchè i tempi non sono maturi.
Credo che si tratterebbe solo di applicare la normale dose di buonsenso di cui è dotata la maggioranza di noi tutti.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento