Su 24 ORE - AGRISOLE del 22-28 agosto 2008 si legge in prima pagina un grande titolo: GRANO DURO, RACCOLTI BOOM + 45 %.
E' una buona notizia per tutti, per i produttori ma anche per i consumatori. Ma sono convinto che ne i grandi quotidiani ne i TG televisi riprenderanno la notizia con la giusta enfasi. A loro interessa solo il disastro, interessa solo lo scandalo.
Ma la gente comune sa leggere lo stesso, anche fra le righe e capirà che ancora non tutto è perduto.
Sarebbe solo importante che con serietà i media seguissero l'andamento dei prezzi sottolinenadolo se e quando e di quanto cala. Perchè i grandi scandali sono questi: quando le materie prime aumentano i prezzi aumentano in proporzione e subito. Quando calano questo succede in modo troppo soft con la speranza degli addetti ai lavori che a tutto ci si abitua.
martedì 26 agosto 2008
lunedì 25 agosto 2008
Produttori agricoli con le pinze
Comprare presso il produttore richiede perizia e mestiere. Per lui ogni prodotto, che sia un frutto oppure un animale è come un figlio: sono tutti e comunque sempre buoni. Non gli sembra neanche che una cosa malformata, malnutrita o poco dolce non meriti il massimo di rispetto ed dunque anche un prezzo rispettabile. Un compratore privato ha poche competenze per guidicare la qualità e la sua buona fede viene troppo spesso mal ripagata.
Un altro aspetto è quello di voler comunque salvare un prodotto, anche se le regole lo vieterebbero. Ecco che piuttosto che perdere la produzione di fragole biologiche che stanno marcendo causa eccessiva umidità salvata con il Benlate (un fungicida vietato nel mondo pulito del biologico), ecco perchè un maialino viene curato con medicine non ammesse perchè non deve assolutamente morire. Sul mercato però lo troveremo facilmente nello scafale del sbagliato.
Qui arrivo alla terza negatività: il contadino pensa poco al consumatore e molto al proprio portafoglio. Dove può inganna il compratore, spesso con l'aiuto anche del piccolo dettagliante. Due sono i controlli che lui e la filiera rispettano veramente, perchè fatti con metodo: quello del grande supermercato e quello dell'importatore estero. I supermercati con migliaia di negozi non possono rischiare la gogna mediatica per un prodotto trovato ingannevole da un consumatore (categoria, calibro, provenienza, metodo di coltivazione o allevamento, eccesso di residui chimici), i mercati esteri sono spesso esigenti e pignoli ed in caso di rifiuto i danni sono enormi.
Mi è venuta l'idea di scrivere queste righe quando stamattina ho appreso la notizia fresca fresca che GREENPEACE INTERNATIONAL ha trovato anche su prodotti ortofrutticoli tedeschi ben 59 tracce di altrettanti pesticidi illegali in quel paese come nel resto dell'U.E. I tre quarti sarebbero innoqui per l'essere umano ma ne restano abbastanza per allarmarci. Credo che episodi del genere siano più facili da trovare in Germania perchè non sono esportatori abituali di prodotti ortofrutticoli come gli italiani. Ci sono pertanto meno controlli ed anche i supermercati tedeschi sono conosciuti per guardare sopratutto il prezzo chiudendo delle volte anche due occhi su tutto il resto. E questo è un punto a favore dei prodotti italiani se comprati in Italia da un dettagliante di fiducia.
Ultima cosa da considerare è il fatto che un produttore che per la sua bravura generale riesce a farsi una clientela fedele finirà per non avere sempre abbastanza merce propria per soddisfare tutti. In quasi tutti quei casi il produttore finisce per diventare, per un suo tornaconto, un commerciante comprando la stessa merce presso altri, magari anche solo dai vicini, non dichiarandola come merce che sfugge al suo controllo.
Un altro aspetto è quello di voler comunque salvare un prodotto, anche se le regole lo vieterebbero. Ecco che piuttosto che perdere la produzione di fragole biologiche che stanno marcendo causa eccessiva umidità salvata con il Benlate (un fungicida vietato nel mondo pulito del biologico), ecco perchè un maialino viene curato con medicine non ammesse perchè non deve assolutamente morire. Sul mercato però lo troveremo facilmente nello scafale del sbagliato.
Qui arrivo alla terza negatività: il contadino pensa poco al consumatore e molto al proprio portafoglio. Dove può inganna il compratore, spesso con l'aiuto anche del piccolo dettagliante. Due sono i controlli che lui e la filiera rispettano veramente, perchè fatti con metodo: quello del grande supermercato e quello dell'importatore estero. I supermercati con migliaia di negozi non possono rischiare la gogna mediatica per un prodotto trovato ingannevole da un consumatore (categoria, calibro, provenienza, metodo di coltivazione o allevamento, eccesso di residui chimici), i mercati esteri sono spesso esigenti e pignoli ed in caso di rifiuto i danni sono enormi.
Mi è venuta l'idea di scrivere queste righe quando stamattina ho appreso la notizia fresca fresca che GREENPEACE INTERNATIONAL ha trovato anche su prodotti ortofrutticoli tedeschi ben 59 tracce di altrettanti pesticidi illegali in quel paese come nel resto dell'U.E. I tre quarti sarebbero innoqui per l'essere umano ma ne restano abbastanza per allarmarci. Credo che episodi del genere siano più facili da trovare in Germania perchè non sono esportatori abituali di prodotti ortofrutticoli come gli italiani. Ci sono pertanto meno controlli ed anche i supermercati tedeschi sono conosciuti per guardare sopratutto il prezzo chiudendo delle volte anche due occhi su tutto il resto. E questo è un punto a favore dei prodotti italiani se comprati in Italia da un dettagliante di fiducia.
Ultima cosa da considerare è il fatto che un produttore che per la sua bravura generale riesce a farsi una clientela fedele finirà per non avere sempre abbastanza merce propria per soddisfare tutti. In quasi tutti quei casi il produttore finisce per diventare, per un suo tornaconto, un commerciante comprando la stessa merce presso altri, magari anche solo dai vicini, non dichiarandola come merce che sfugge al suo controllo.
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