domenica 28 dicembre 2008

E' un vortice

Vorrei sbagliarmi ma l'attuale situazione dell'economia mondiale è simile a un vortice dove tutto si muove verso un unico punto, una grande buco che tutto minaccia di ingoiare.

Il simbolo del vortice mi sembra adatto perchè tutto inizia lentamente ed in modo impercettibile e man mano che arrivano le conferme della consisetnza dei fattori negativi il movimento accelera sempre più velocemente.

Per esempio da almeno 4-5 anni (circa 2003-2004) nella città dove risiedo il comune non aveva più richieste di permessi edilizi. I costruttori si erano già accorti della saturazione del comparto. Ma non potevano certamente fermare le loro attività e le licenze concesse fino a quel momento facevano il loro corso ed un anno o due dopo nasceva il cantiere e dopo un anno o due o tre i palazzi erano in piedi. Le vendite seguivano una parabola più lenta, ritardata, ma nel 2008 è iniziato il loro declino seguito presto anche dal declino dei prezzi.

Tutto questo era precedeuto da anni da una simile evoluzione sul mercato americano dove però nel 2007 è arrivato al punto di rottura un malcostume dei nostri tempi: la sottostima dei rischi finanziari. Non appena i crediti concessi con tanta leggerezza anche a persone non affidabili non erano più sostenuti dall'aumento del valore degli immobili tutto crollò come un castello di carte portato ad altezza esagerata. Da qui i fallimenti nel 2008 di Lehman Bros. passando da AIG fino all'ultimo colpo di Maddoff che lascia un buco da 50 Mrd. di Dollari uguale o superiore al PIL spagnolo del 2008. A tanto in Italia non dovremmo arrivare perchè finanziamenti fino anche al 130 % del valore dell'immobile si sono fatti solo negli ultimi due-tre anni e con più circospezione. Ma in verità nessuno sa quanto il marcio sia diffuso. Certo è che i fondi farciti con certificati fasulli americani sono diffusi anche fra le banche italiane che spesso sono riuscite ad inguaiare grosse comunità publiche (es. enti comunali) scricando il rischio su di loro e meno sui privati.

Quel che più preoccupa è però la situazione di debolezza delle finanze americane che sotto George W. Bush hanno subito lo stress della guerra in Afganistan e poi in Iraq per non menzionare l'ascesa del colosso cinese che ha sommerso il paese di beni a basso prezzo accumulando montagne di surplus anno dopo anno. Il dollaro USA vale oggi intorno a 1,45 quando pochi mesi fa era ancora a 1,27 contro l'euro. Oltre metà dei buoni del tesoro USA sono nelle mani dei cinesi che stanno pertanto diventando l'ago della bilancia ed in pratica i padroni della potenza più forte del mondo. Una potenza con un debito stimato a Natale da fonti private ma attendibili in 14.000 MRD di US$. Questo non vuol dire che il mondo ha già cambiato padrone?

Se aggiungiamo a tutto questo la guerra che ieri è di nuovo esplosa fra Israele ed i palestinesi di Hamas, i venti di guerra fra Pakistan ed India e le tante altgre situazioni incendiarie (vedi Giorgia, Ukraina ecc ecc.) aggiunti al crollo disastroso dei prezzi del greggio che dai US$ 147 a barile del mese di luglio scorso è arrivato a livelli anche sotto i 40 (quaranta) dollari di adesso si capisce perchè i russi a partire da Abramowich (il padrone del Celsea) hanno ridotto la festa di fine anno al lumicino.

Ora dobbiamo-possiamo solo ancora sperare che non ci sia la scintilla che fa scoppiare la superbomba e che all'ultimo momento venga trovata una via pacifica d'uscita per evitare la guerra di tutti contro tutti per ritrovare nuovi assetti, ben diversi, dopo il diradersi dei fumi e delle polveri della battagalia.

martedì 9 dicembre 2008

Finanziamenti pubbici, funzionano?

Gli idealisti dicono di si, la teoria conferma. Faccio un esempio sulla base del quale potete giudicare Voi stessi.

In un certo settore ci chi ha pensato che per internazionalizzare i commerci dei prodotti italiani sia giusto fare pubblicità e promozione all'estero. Informare i mercati internazionali che abbiamo prodotti belli, buoni, sicuri, al prezzo giusto.

I destinatari degli aiuti sono gli operatori che sanno muoversi all'estero e dunque cooperative di produttori, meglio se di secondo grado, Società di capitali specializzate nella lavorazione e nella commercializzazione all'estero, società import-export.

A disposizine sono i vari media: TV, Radio, Stampa, Internet. Per lanciare messaggi positivi ed accattivanti essi hanno bisogno di idee, immagini e messaggi. Dunque di professionisti preparati per questo compito. Gente che ha studiato scienze della comunicazione ma anche le lingue.

Quando vai a proporre tutte queste belle cose dove credi siano confluite le tue, le nostre tasse e dove i teorici dell'attività del pubblico elaborano le loro strategie ti accorgi che prima di tutto questi denari devono servire a mettere in risalto i politici e procurare loro sempre più voti in Italia. E' dunque importante che ci siano messaggi ben visibili e/o udibili in Italia (poco interessa che facciano rumore all'estero perchè generano poca eco nel nostro paese).

E noi che con grande impegno offriamo mezzi specializzati sull'estero ci chiediamo: cosa ci stiamo a fare???? I privati non investono perchè devono pagare troppe tasse, il pubblico non li investe perchè deve mantenere in vita il carrozzone politico. Convinciamoci, arrendiamoci! In attesa del grande tonfo che potrà un giorno rimescolare tutte le carte.