In vista dell'allargamento a partire dal 1° gennaio 2010 (fra 10 mesi) degli accordi commericali dell'U.E. a tutti i paesi rivieraschi del mediterraneo, tutti i paesi del Nord Africa erano ben rappreentati a Fruitlogistica, la maggior fiera del mondo in fatto di commericalizzazione ortofrutticola.
Visitando i loro padiglioni si ha la percezione che nessuno abbia ben presente le enormi possibilità che si apriranno ai loro prodotti in Europa. Ma sopratutto si intuisce che anche il resto del mondo arrivi ignaro a quella meta.
Succede come con l'avvento sui mercati mondiali della Cina. Da 10 anni si conosceva la data di inizio della libera circolazione delle merci introdotta dal WTO inclusa l'ammissione della Cina in quella cerchia. Ma l'impatto della grande quantità che la Cina riversava sui mercati mondiali fu formidabile ed in tanti gridarono allo scandalo. I pochi che si erano preparati contestavano le misure protettive introdotte tardivamente da certi governi, sollecitati da certe categorie produttive.
L'ortofrutta non fa differenza. Fra 10 mesi il nostro mondo cambierà radicalmente e di nuovo si griderà allo scandalo. Anche se l'apertura dei mercati sarà reciproca e creerà nuovi sbocchi per certi nostri prodotti ben conservati nei frigoriferi e prottetti dalle intemperie del clima come mele, pere, kiwi ecc ecc.
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