Roberto Faben, ottimo giornalista in fatto di prodotti ortofrutticoli, scrive su AGRISOLE del 28 agosto 2009 a proposito di IGP: ...esiste una forte difficoltà a far percepire la superiore qualità del prodotto IGP rispetto a quello tradizionale.
Ma non è una sua conclusione, si tratta di una dichiarazione del consorzio di tutela della pera IGP dell'Emilia-Romagna.
Si sono mai chiesti tutti gli amministratori pubblici e privati quale senso ha reclamizzare prodotti IGP quando nessuno in Italia conosce il vero significato della sigla IGP senza fare mente locale tre volte? Ma quando anche ti ricordi che l'acronimo sta per Indicazione Geografica Protetta non sai ancora niente.
Con tanti fondi comunitari a disposizione per la promozione dei prodotti agricoli nostrani non viene in mente a nessunon di fare una bella campagna per inculcare al consumatore che cosa vuol dire produrre un prodotto marchiabile IGP o anche DOP?
Non voglio essere cattivo ma ho il sospetto che dopo aver riempito gli uffici vendita dei tanti consorzi agricoli di primo secondo e terzo grado con personale che viene pagato con i fondi della promozione (personale che fa tutto tranne la promozione) non ci rimangono mai i fondi per la vera promozione!. Lo sanno anche gli analfabeti della pubblicità che menzionare in uno spot i pregi di un prodotto senza che il consumatore conosca la natura di quel pregio vuol dire assenza di successo e soldi buttati al vento.
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