A proposito di promozione racconto qui un anedotto che è stato vissuto d uno dei miei collaboratori quando si occupava di un consorzio di Chianti toscano.
Un gruppo di turisti che era venuto in Italia per conoscere meglio le famose zone di produzione dei vari vini, mentre passeggiavano in centro a Firenze prima della degustazione sul posto chiedevano ai loro ospiti: quando andiamo in Toscana?
Se tanto mi da tanto molti abitanti della terra conoscno l'Italia, alcuni conoscono i nomi Firenze e Tosca, pochi hanno un'idea pecisa della Puglia (per fare un esempio).
Fare promozione all'estero di un prodotto tipico di una regione non ha pertanto senso, almeno secondo me. Son soldi spesi male. Si trattasse di capitai privati potrebbe ressere accettabile ma trattandosi di soldi pubblici questo modo di procedere si chiama malversazione.
giovedì 27 maggio 2010
mercoledì 26 maggio 2010
Finanziaria 2011: le ragioni delle regioni
Non voglio entrare troppo nei dettagli ma finchè la linea guida è quella di ridurre lo stato sono pienamente d'accordo. Un'esempio vissuto: per ottener il contributo regionale finanziato per l'internazionalizzazione delle aziende le spese per accedere a quel contributo, se calcoliamo anche il lavoro amministrativo interno necessario per adempiere a tutte le regole dettagliatamente descritte, ammontavano a circa il 15 % degli importi erogati. Senza considerare che per inserirsi nella tempistica e nei meandri burocratici delle operazioni di istrutoria la premessa era comunuqe la conoscenza di certe regole non facilmente accessibili all'imprenditore medio-piccolo sempre oberato da mille incombenze operative che lo impegnano giorno e notte.
Ma perchè devo consegnare all'ente pubblico una quota così importante dei miei introiti se i servizi offerti da questo ente sono poi calati dall'alto secondo criteri spessso inspiegabili, costosi e dispersivi?? E meno male che l'erogazione dei fondi nel nostro caso (in Emilia-Romagna) è stata puntuale.
Ma purtroppo spesso l'ente regionale inventa compiti che non sono produttivi per la comunità senza dover rendere conto a nessuno circa i risultati veri delle sue iniziative. Mi rifersco qui a un altro esempio vissuto, quello delle promozioni di prodotti agricoli all'estero. Tutti sono d'accordo che per collocare quanto produciamo c'è bisogno anche dei meracti esteri. Le regioni organizzano pertanto campagnie promozionali a favore della produzione locale. Ma non devono spiegare a nessuno quale tipo di ritorno i fondi impeganti danno. Senz'altro c'è un nugolo di funzionari e di consulenti che si gode le giornate nelle fiere e negli alberghi a 4 stelle ma che cosa viene raggiunto? Possiamo immaginarci che una promozione con un quantitativo non adeguato alle richieste delle centrali dei supermercati ed alla vastità dei mercati d'oltre'Alpe o d'oltre Oceano possa giustificare la spesa pur sempre importante di una siffatta campagna?.
Ma visto che i fondi ci sono spendiamoli. Rendiamoli visibili agli elettori della zona chce domani potranno di nuovo darci il voto. Spesso infatti l'unico risultato è quello dei resoconti giornalistici sui quotidiani locali che raccontano agli ignari contribuenti della presenza in fiera a Berlino o a Hong Kong e forse si racconta di un contatto con un buyer di quella città. Ristulati pratici zero! A questo fatto non possono porre rimedio neanche le rappresentanze sempre inutili delle regioni nelle varie capitali in giro per il mondo. Anche loro servono più che altro alle pubbliche relazioni che si traducono in viaggi spesati, ricevimenti, cene e poco altro.
Sono uno degli assertori della promozione e della pubblicità. Ma occorrono campagne preparate preofessionalmenbte con alle spalle una realtà produttiva e distributiva forte ed organizzata, possibiolmente nazionale, a base di marchi ben impostati e ben sostentuti dagli operatori del comprensorio o del paese.
Invece di disperdere in mille rivoli i tanti soldi che gli enti locali spendono (non dico investono) in promozione generica suggerirei operazioni che sostengono e migliorano l'imagine ITALIA ed il sistema Italia. Questo è il compito dei governi: creare con fondi pubblici le condizioni generali perchè il privato possa concentrare tutti i suoi sforzi alla soddisfazione del mercato, sicuro di essere ben appoggiato dall'azione incisiva che lo stato può dare ma il singolo medio-piccolo no.
Con meno investimenti otteremmo il triplo dei risultati e partendo della qualità di materie prime ottime e di prodotti finiti ecellenti potremmo soddisfare i milioni di consumatori in giro per i 200 paesi del mondo che ci aspettano e che finora sono statti raggiunti in minima parte. Siamo il paese dei milioni di partite IVA, se lo stato ci libera da lacci e lacciuoli raggiungeremo anche il duecentesimo paese di questo globo. Finora non raggiungiamo neanche i primi cinquanta.
Ma perchè devo consegnare all'ente pubblico una quota così importante dei miei introiti se i servizi offerti da questo ente sono poi calati dall'alto secondo criteri spessso inspiegabili, costosi e dispersivi?? E meno male che l'erogazione dei fondi nel nostro caso (in Emilia-Romagna) è stata puntuale.
Ma purtroppo spesso l'ente regionale inventa compiti che non sono produttivi per la comunità senza dover rendere conto a nessuno circa i risultati veri delle sue iniziative. Mi rifersco qui a un altro esempio vissuto, quello delle promozioni di prodotti agricoli all'estero. Tutti sono d'accordo che per collocare quanto produciamo c'è bisogno anche dei meracti esteri. Le regioni organizzano pertanto campagnie promozionali a favore della produzione locale. Ma non devono spiegare a nessuno quale tipo di ritorno i fondi impeganti danno. Senz'altro c'è un nugolo di funzionari e di consulenti che si gode le giornate nelle fiere e negli alberghi a 4 stelle ma che cosa viene raggiunto? Possiamo immaginarci che una promozione con un quantitativo non adeguato alle richieste delle centrali dei supermercati ed alla vastità dei mercati d'oltre'Alpe o d'oltre Oceano possa giustificare la spesa pur sempre importante di una siffatta campagna?.
Ma visto che i fondi ci sono spendiamoli. Rendiamoli visibili agli elettori della zona chce domani potranno di nuovo darci il voto. Spesso infatti l'unico risultato è quello dei resoconti giornalistici sui quotidiani locali che raccontano agli ignari contribuenti della presenza in fiera a Berlino o a Hong Kong e forse si racconta di un contatto con un buyer di quella città. Ristulati pratici zero! A questo fatto non possono porre rimedio neanche le rappresentanze sempre inutili delle regioni nelle varie capitali in giro per il mondo. Anche loro servono più che altro alle pubbliche relazioni che si traducono in viaggi spesati, ricevimenti, cene e poco altro.
Sono uno degli assertori della promozione e della pubblicità. Ma occorrono campagne preparate preofessionalmenbte con alle spalle una realtà produttiva e distributiva forte ed organizzata, possibiolmente nazionale, a base di marchi ben impostati e ben sostentuti dagli operatori del comprensorio o del paese.
Invece di disperdere in mille rivoli i tanti soldi che gli enti locali spendono (non dico investono) in promozione generica suggerirei operazioni che sostengono e migliorano l'imagine ITALIA ed il sistema Italia. Questo è il compito dei governi: creare con fondi pubblici le condizioni generali perchè il privato possa concentrare tutti i suoi sforzi alla soddisfazione del mercato, sicuro di essere ben appoggiato dall'azione incisiva che lo stato può dare ma il singolo medio-piccolo no.
Con meno investimenti otteremmo il triplo dei risultati e partendo della qualità di materie prime ottime e di prodotti finiti ecellenti potremmo soddisfare i milioni di consumatori in giro per i 200 paesi del mondo che ci aspettano e che finora sono statti raggiunti in minima parte. Siamo il paese dei milioni di partite IVA, se lo stato ci libera da lacci e lacciuoli raggiungeremo anche il duecentesimo paese di questo globo. Finora non raggiungiamo neanche i primi cinquanta.
lunedì 10 maggio 2010
Malavita - Associazionismo d'avanguardia
Ecco perchè la malavita in Italia prospera: è l'unica a capire le esigenze del mercato, ad interpretare i segnali che vengono dal popolo. Tutti predicano l'associazionismo ma la notizia del giorno è che primi fra tutti mafia, camorra ed andrangheta si sono uniti per gestire meglio i trasporti degli ortofrutticoli.
Hanno studiato bene la situazione ed hanno trovato la strategia per ridurre il prezzo dei trasporti per generi alimentari, in particolare per pordotti ortofrutticoli: Insieme a frutta e verdura traportavano armi e munizioni che rendono molto. Avendo bisogno di grossi volumi per nascondere meglio questi prodotti vietati dalla legge si sono impadroniti della logistica da e per il mercato all'ingrosso di Fondi. Fra le tante cassette che girano avanti ed indietro dalla Sicilia al Lazio la merce di contrabbando e le varie droghe diventavano invisibili ed in più pagavano una bella fetta del nolo.
Con un unica operazione la malavita è riuscita ad accontentare proprio tutti: i trafficanti perchè il rifornimento di merce era costante e gli oepratori ed i consumatori perchè i prezzi calavano.
L'unica nota stonante è che i cronisti questa efficienza non l'hanno ancora capita. Continuano infatti a dire ed a scrivere che con le mani sui trasporti la maffia riusciva a far lievitare i prezzi al consumo. Ma presto anche i più creduloni degli scribacchini e dei loro lettori constateranno che invece di calare i prezzi al dettaglio aumenteranno. Ed allora la voce del popolo reclamerà il ritorno alla normalità di prima, fatta dei quotidiani misfatti.
Hanno studiato bene la situazione ed hanno trovato la strategia per ridurre il prezzo dei trasporti per generi alimentari, in particolare per pordotti ortofrutticoli: Insieme a frutta e verdura traportavano armi e munizioni che rendono molto. Avendo bisogno di grossi volumi per nascondere meglio questi prodotti vietati dalla legge si sono impadroniti della logistica da e per il mercato all'ingrosso di Fondi. Fra le tante cassette che girano avanti ed indietro dalla Sicilia al Lazio la merce di contrabbando e le varie droghe diventavano invisibili ed in più pagavano una bella fetta del nolo.
Con un unica operazione la malavita è riuscita ad accontentare proprio tutti: i trafficanti perchè il rifornimento di merce era costante e gli oepratori ed i consumatori perchè i prezzi calavano.
L'unica nota stonante è che i cronisti questa efficienza non l'hanno ancora capita. Continuano infatti a dire ed a scrivere che con le mani sui trasporti la maffia riusciva a far lievitare i prezzi al consumo. Ma presto anche i più creduloni degli scribacchini e dei loro lettori constateranno che invece di calare i prezzi al dettaglio aumenteranno. Ed allora la voce del popolo reclamerà il ritorno alla normalità di prima, fatta dei quotidiani misfatti.
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