martedì 6 luglio 2010

Carlo d'Azeglio Ciampi: fase sconcertante no. 2


In prima pagina, sul Corsera del 24 Giugno, Marzio Breda pubblica un'intervista a Ciampi e mette in bocca a questa persona che nonostante la sua militanza a sinistra reputo un brav'uomo la seguente frase: "La più chiara prova di essere un corpo estraneo alla politica italiania l'ho avuto quando nell'ottobre 1998 mi fu chiesto di guidare per la seconda volta il governo e quell'incarico invece sfumò nell'arco di pochissime ore senza che sapessi perchè. Un mistero che ne d'Alema ne Prodi, protagonisti a diverso livello della vicenda, mi hanno mai svelato. La verità, ne sono convinto, è che la mia presenza a Palazzo Chigi non era gradita a troppa gente. A comincaire dalla mafia, come dimostrò la stagione delle bombe cominciata nel maggio '93....." Devo credere sia al Corriere che a Breda che questa è la versione testuale del colloquio con uno che dopo è diventato anche Capo della Stato. Ha detto proprio "mafia".

Giuro che sono rimasto di sasso, anzi di più. Mai avrei creduto possibile uno stato delle cose di questa gravità ed ancora adesso spero che qualcuno mi svegli da un bruttissimo sogno. Ma se fosse tutto vero? Cosa si fa? Come ci si deve comportare? E' possibile reagire? Come? Cos'è la mafia? E' solo un'associazione di affaristi loschi come sostengono certi siciliani benpensanti? Oppure e' malavita pura e semplice? Con morti ammazzati a intermittenza per segnare i confini dei potenti?

Ho paura che come stanno le cose non ci resta che prepararci al peggio (e sperare che gli uomini della Lega del calibro di Marroni un giorno non alzino le mani anche loro).

Nessun commento: