domenica 31 ottobre 2010

Con la frutta non si guadagna più?

PRODURRE E VENDERE PRODOTTI ORTOFRUTTICOLI BENE
UNA POSSIBILE SOLUZIONE


Tutto il paese vive male la situazione nella quale si trova il mondo ortofrutticolo da alcuni anni: Inizialmente erano soprattutto i consumatori a registrare e contestare prezzi ritenuti eccessivi ma più recentemente sono ancora di più i produttori a denunciare ricavi che troppo spesso non coprono i costi di produzione.

Ma invece di analizzare pacatamente le ragioni di questi divari ci si e messi a litigare tutti contro tutti dimenticando che siamo tutti sulla stessa barca.

Le soluzioni trovate da una parte vengono regolarmente confutate dalla controparte con il risultato che non si registrano progressi ne per i contadini che cercano di sostituirsi ai commercianti allestendo mercati contadini ed inneggiando al KM Zero ne per i consumatori che in massima parte sono costretti a utilizzare i punti vendita più vicini e più comodi e non possono o non vogliono seguire l’invito di recarsi in campagna per comprare qualche kilo del prodotto che durante quel mese è disponibile perché in stagione e che qualche settimana dopo già non viene più offerto.

Le organizzazioni de produttori come Coldiretti e CIA vedono nell’accorciamento della filiera il possibile rimedio e spalleggiati da ministri come Zaia organizzano iniziative come Campagna Amica o strutture come i mercati contadini a spese della comunità per saltare tutti gli step commerciali intermedi.

Dopo le prime esperienze c’è chi si ritira e c’è che si sviluppa e diventa fruttivendolo copiando il mestiere del dettagliante tradizionale. Quest’ultimo non è contento perché lui è sottoposto a tutte le esigenze legislative e paga le tasse mentre il primo sfugge sia a controlli che alle tasse.

ILCOMMERCIO
La distribuzione moderna è da tempo molto più un servizio che un commercio. Lo si può capire quando si impara che in gran parte al produttore vengono liquidati gli importi che rimangono dopo aver detratto tutte le spese della distribuzione che sono molte e comprendono dai trasporti alla refrigerazione dalla selezione alla calibrazione, dall’impacco agli imballaggi, dalle spese generali ai costi degli affitti di negozi e supermercati. Per non parlare di tutti gli stipendi per la tanta gente coinvolta non a lucrare ma a mettere mano a tante tonnellate di ortofrutticoli che una città consuma ogni giorno. E senza dimenticare che trattandosi di prodotti freschi ci sono anche momenti dove non tutto viene consumato in tempo e deteriora mentre sta fermo nei frigoriferi o sugli scaffali.

I consumatori preferiscono il negozio perché offre loro ogni giorno dell’anno una vasta gamma di prodotti e da quando è stato introdotto il sistema del libero servizio è il cliente l’unica bussola per tutta la filiera. Lo è per vita vissuta per il dettagliante o il buyer della GDO ma lo è anche per tutta l’armata impegnata 365 giorni su 365 a tenere ben riempiti gli scaffali di ogni singolo negozio. Nonostante le difficoltà di adeguare produzioni o intere zone di produzione alle imposizioni che vengono dall’alto anche il produttore deve abituarsi a fare questi sforzi.

Non sempre li fa o non sempre li fa in tempo. Ed ecco che si arriva ad intravvedere una soluzione: Una collaborazione sempre più stretta fra produzione e gli anelli di congiunzione con il dettaglio perché è il dettaglio quello che capisce prima di ogni altro agente gli umori dei mercati che ormai da tempo sono internazionali con poche barriere all’entrata. E’ il dettaglio che deve diventare l’amico del produttore perché se tutti collaborano riescono a servire il cliente ancora meglio.

La stessa cosa però la si deve dire anche per quanto riguarda i mercati internazionali dove sono gli specialisti dell’Import-Export a fiutare il vento. Anche da questa parte arrivano segnali che la produzione non può e non deve ignorare.

A corroborare queste tesi bisogna tener ben presente il fatto che secondo i dati pubblicati dall’Osservatorio di Cesena in collaborazione con ISMEA poche settimane fa ben il 49 % dei prodotti ortofrutticoli non segue il canale della Grande Distribuzione ma trova più conveniente ancora oggi seguire i canali tradizionali dei mercati all’ingrosso oppure quelli della più moderna HORECA che si occupa della ristorazione e del relativo Catering.

LA PROMOZIONE
Se è vero che la promozione è necessaria e se è vero che il ricavo del venduto ricade nel bene e nel male sul produttore è anche vero il fatto che la promozione la deve finanziare la produzione. Se le OP (organizzazioni dei produttori secondo i regolamenti dell' U.E.) invece di distribuire capillarmente i contributi del 3 % quasi inutile ai singoli produttori si accordasse per investire questi soldi in promozione il solo fatto che la domanda inizierebbe a superare l'offerta risolleverebbe i prezzi di quel poco o anche di quel molto che riporterebbe il sorriso sulle labbra della gente di campagna.