Da settimane, durante tutta quest'estate costellata da crisi di vario genere, non sento ne leggo altro che ragionamenti uguali o simili a questo che copio pari pari come estratto da un articolo pubblicato online da www.targatocn.it di Cuneo:
“Eppure siamo tra i primi e i più bravi al mondo – dichiarano da Fedagri Confcooperative,- ma di fronte ai nostri numeri e all’indiscussa qualità dei prodotti che ogni giorno mettiamo sul mercato, restiamo l’ultima Cenerentola tra i comparti economici del nostro Paese. È proprio di questi giorni la notizia, riportata da tutti i quotidiani francesi, che il Ministro Bruno Le Maire, per salvare la stagione dei produttori ortofrutticoli, ha annunciato un pacchetto di misure finalizzato a compensare del 35-40% le perdite, stimate in circa 60 milioni di euro”.
Questo tipo di allarme ha ragion d'esistere perchè la situazione è eccezionalmente grave in molti comparti dell'ortofrutta estiva. Non ci dobbiamo dimentiacare infatti che tutto è iniziato con i morti causati in Germania dalla contaminazione con il batterio E.Coli. E' dunque giusto che a una situazione eccezionale risponda l'ente pubblico con aiuti diretti ed immediati., anch'essi eccezionali.
Ma non illudiamoci che con questo il problema sia risolto per il futuro. La tragedia è che si continua a uralre ai quattro venti che "siamo i più bravi al mondo" e che la colpa e degli altri. Se anche fossimo i più bravi a produrre siamo certamente i meno bravi a vendere! E si sa che oggigiorno produrre è più facile che vendere ed ormai sono in tanti, anche all'estero, a sapere produrre bene.
Se vogliamo uscire veramente da questo collo di bottiglia dobbiamo tutti insieme rivedere le nostre posizioni e decidere i passi adeguati per una ripresa duratura.
La mia ricetta semplice è la seguente:
Adeguare i quantitativi e la qualità alle nuove condizioni dei mercati ed aumentare i consumi in generale con l'aiuto di una massiccia campagna promozionale in tutte le direzioni. Così facendo nel giro di pochi anni la domanda per il prodotto italiano torna ad essere superiore all'offerta ed a quel punto la GDO non ha più il potere di dettare legge a piacimento.
In pochi punti:
- Ridimensionare i quantitativi eliminando dai campi varietà sorpassate, quelle che non garantiscono il 90 % di Cat I. sull'albero. Attivare politiche di qualità e non di quantità, con orientamento al mercato
- Organizzare controlli seri a livello nazionale dei requisiti minimi di tutta l'ortofrutta in distribuzione per evitare sia la concorrenza di prodotto nazionale scadente che di merce importata e distribuita contro i dettammi della legge.
- Fare promozione e pubblicità generica ed anche di marca con lo strumento delle tecniche di marketing. Il tutto finanziato dai produttori perchè i benefici ritornano esclusivamente al produttre.
- Liberalizzare tutte le operazioni di distribuzione a comninciare dalla privatizzazione dei mercati all'ingrosso fino all'eliminazione delle discriminazioni nei vari finanziamenti. Per esempio le OP dovrebbero investire sopratutto in marketing e pubblicità e non utilizzare i fondi loro assegnati per finanziare il produttore o appianare buchi di bilancio delle cooperative.
- Incentivare e premiare l'esportazione oltre i confini italiani e/o comunitari
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1 commento:
Avanti così!!
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