giovedì 20 dicembre 2012
Dini, Prodi, Monti....Uomini di sinistra?
Stiamo arrivando inesorabilmente verso la solita conclusione: la sinistra italiana non riesce a vincere le elezioni se non utilizza la faccia moderata di un uomo di centro. E' stato così con Lamberto Dini seguito da Romano Prodi e presto sarà così con Monti.
Mi direte: perchè non nomini Pierluigi Bersani? La risposta è che se Bersani non avesse come compagno di viaggio Niki Vendola, un uomo di sinistra all'antica, potrebbe anche avere delle chance. La mala compagnia però gli impedirà a raccogliere sufficienti voti per governare con tranquillità per 5 anni e, anche grazie a Beppe Grillo ed il suo Movimento 4 Stelle (qualcuna la sta perdendo...) dovrà per forza accettare l'intermediazione di Mario Monti.
Avrà così fatto l'interesse di Silvio Berlusconi al quale preme anzitutto che a capo del prossimo governo non sia un "comunista" vero. Ci fosse uno meno inquadrato come Matteo Renzi anche Berlusconi avrebbe probabilmente preso altre strade.
Niente è ancora deciso (Mario Monti si posizionerà solo fra 3 giorni) e tutta la politica italiana è in grande subbuglio fino alle elezioni politiche il giorno 24 Febbraio. Ma con Mario Monti in campo nessuno potrà fare a meno del suo apporto.
lunedì 17 dicembre 2012
Conosci il valore di due uova?
Ci sono delle volte piccoli episodi che rilevano grandi verità. Uno di questi mi è successo l'altro giorno quando ho accompagnato mia moglie al supermercato.
Dopo aver scelto percorsi diversi che ogni tanto ci portavano ad incrociare i nostri passi ci siamo trovati alla cassa. Devo qui premettere che mia moglie è molto brava a scegliere le singole merci ed osserva sempre da vicino quel che una confezione contiene. In questo caso mi mostra un imballaggio contenente 10 uova raccontando di aver dovuto cambiarlo perché nel primo che le era capitato fra le mani mancavano due uova.
Due uova !!!!!!! Conosciamo il valore di due uova??
Immaginare che qualcuno sia ridotto tanto male da dover sfilare delle uova da contenitori grandi con la speranza di non venir scoperto e denunciato mi ha straziato il cuore. Ma come è possibile? In un mondo come quello di oggi che denuncia sprechi alimentari un giorno si e l'altro pure. Gira la diceria che un terzo dei prodotti alimentari vengono buttati prima di venir consumati. Non in campagna, non lungo la filiera ma sopratutto in casa!!
E qui, vicino a noi, ci sono poveracci che rubano due uova. Probabilmente non sanno che la giustizia italiana condanna più facilmente un ladro di qualche mela o due uova che non un truffatore incallito.
Che nonostante tutti i buoni propositi e tutti i pronunciamenti pubblici di uomini politici e di chiesa ci sia qualche cosa che ancora è profondamente sbagliato lo si capica da tempo. Ma giunti ormai al culmine della crisi economica episodi come questi si moltiplicano e se non riusciamo ad invertire la rotta, a garantire a ogni persona che vive nella nostra comunità il minimo necessario per sfamarsi avendo un tetto sopra la testa, non siamo degni di chiamarci popolo civile.
Cosa fare? Il primo esempio che mi viene in mente è quello di aiutare le 3500 sezioni della Caritas sparse in tutt’Italia a farsi conoscere di più ed ad essere attrezzata per rispondere ancora meglio alle situazione di emergenza che colpiscono singoli e famiglie. Si tratta di persone che certamente non si fanno raggiungere da annunci sui social network ma i social network potrebbero occuparsi del problema e risvegliare ed esaltare di più i buoni sentimenti che in fondo, in modo più o meno pronunciato, albergano in ognuno di noi. Domani mi attivo contattando il responsabile della Caritas locale. Spero che altri facciano altrettanto mettendo in moto anche altri interlocutori adeguati.
lunedì 10 dicembre 2012
BERLUSCONI TORNA DAVVERO
Ho votato il partito di Berlusconi anche nel 2008. L’inizio era interessante con una forte maggioranza ottenuta anche con una mossa fatale: promettere e poi dover mantenere l’abolizione dell’ICI, l’imposta sulla casa, che è stata la tomba del centrodestra. Poi dopo pochi mesi, nell’autunno del 2008, il fallimento della Lehmann Brothers e nella primavera dopo la defezione di Fini. Tremonti aveva previsto la crisi nel suo libro di fine 2007 ma non ha poi condiviso con Berlusconi le ricette per superarla.
Infatti nell’estate del 2011 i nodi sono venuti al pettine: i mercati hanno capito che Berlusconi voleva tornare a spendere, finanziare la crescita necessaria con ulteriori debiti, hanno visto che Tremonti non era più ai freni del bob lanciato a valle, hanno previsto l’uscita di pista di Berlusconi ed hanno scaricato il paese Italia: nel giro di poche settimane nessuno voleva più i bond italiani e lo spread è triplicato da prima 150 fino a un massimo di 550.
Tutto normale?? Nient’affatto. Se Berlusconi avesse condotto una vita normale anche dopo il 2010 avrebbe potuto tenere le redini in mano. Rendendosi però ridicolo non solo in Italia ma in tutto il mondo con i suoi bunga bunga ha perso la stima degli interlocutori e non solo dei mercati. Ben ci ricordiamo i sorrisini fra la signora Merkel e Monsieur Sarkozy. Da un anno il PDL, condotto in modo ragionieristico da Angelino Alfano, ha appoggiato lealmente il governo dei tecnici di Mario Monti ma il malcontento stava crescendo fra la popolazione e la troupe dei colonelli del PDL non ha saputo far altro che accettare il ritorno di Berlusconi. Avevano tentato la carta delle elezioni primarie per scegliere un capo che non fosse scelto dall'alto ma Berlusconi e i suoi sono convinti che nessuno abbia la stoffa per contrastare la sinistra del duo Bersani Vendola.
Ed eccolo: L’avremo di nuovo fra i protagonisti, forse unico avversario di Bersani, l’esponente della sinistra uscito vincitore contro Mattia Renzi pochi giorni fa. Avrà fatto i suoi conti. Io penso che il disegno sia il seguente: riuscire a contrastare la sinistra Bersani Vendola con uno schieramento di moderati dei quali fa parte anche lui o come PDL o come lista civica personalizzata. Sperare in molti voti di Beppe Grillo, esito delle urne che non permette la formazione di un governo di centro ma neanche di sinistra e conseguente stallo della politica italiana.
A quel punto nuovo accordo del tipo Grosse Koalition con Bersani, Casini, Montezemolo ed altri partiti collocati fra il centro e la destra in appoggio a MARIO MONTI, presidente del Consiglio . A quel punto non importa se quest'ultimo è rimasto senatore a vita oppure se si è fatto politico da qualche parte al centro:
Berlusconi avrebbe ottenuto il suo risultato: contare anche nel governo dei prossimi 5 anni!
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| "Che volete che Vi dica?" |
Infatti nell’estate del 2011 i nodi sono venuti al pettine: i mercati hanno capito che Berlusconi voleva tornare a spendere, finanziare la crescita necessaria con ulteriori debiti, hanno visto che Tremonti non era più ai freni del bob lanciato a valle, hanno previsto l’uscita di pista di Berlusconi ed hanno scaricato il paese Italia: nel giro di poche settimane nessuno voleva più i bond italiani e lo spread è triplicato da prima 150 fino a un massimo di 550.
Tutto normale?? Nient’affatto. Se Berlusconi avesse condotto una vita normale anche dopo il 2010 avrebbe potuto tenere le redini in mano. Rendendosi però ridicolo non solo in Italia ma in tutto il mondo con i suoi bunga bunga ha perso la stima degli interlocutori e non solo dei mercati. Ben ci ricordiamo i sorrisini fra la signora Merkel e Monsieur Sarkozy. Da un anno il PDL, condotto in modo ragionieristico da Angelino Alfano, ha appoggiato lealmente il governo dei tecnici di Mario Monti ma il malcontento stava crescendo fra la popolazione e la troupe dei colonelli del PDL non ha saputo far altro che accettare il ritorno di Berlusconi. Avevano tentato la carta delle elezioni primarie per scegliere un capo che non fosse scelto dall'alto ma Berlusconi e i suoi sono convinti che nessuno abbia la stoffa per contrastare la sinistra del duo Bersani Vendola.
Ed eccolo: L’avremo di nuovo fra i protagonisti, forse unico avversario di Bersani, l’esponente della sinistra uscito vincitore contro Mattia Renzi pochi giorni fa. Avrà fatto i suoi conti. Io penso che il disegno sia il seguente: riuscire a contrastare la sinistra Bersani Vendola con uno schieramento di moderati dei quali fa parte anche lui o come PDL o come lista civica personalizzata. Sperare in molti voti di Beppe Grillo, esito delle urne che non permette la formazione di un governo di centro ma neanche di sinistra e conseguente stallo della politica italiana.
A quel punto nuovo accordo del tipo Grosse Koalition con Bersani, Casini, Montezemolo ed altri partiti collocati fra il centro e la destra in appoggio a MARIO MONTI, presidente del Consiglio . A quel punto non importa se quest'ultimo è rimasto senatore a vita oppure se si è fatto politico da qualche parte al centro:
Berlusconi avrebbe ottenuto il suo risultato: contare anche nel governo dei prossimi 5 anni!
lunedì 3 dicembre 2012
ALARME DEMOCRAZIA IN ITALIA
Lettera al direttore del Corriere della Sera che però mi ha informato di non poterla pubblicare "perché non adatto a una rubrica di lettere come la nostra".
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LA DEMOCRAZIA E’ UN ORMAI INTOCCABILE?
PREMESSSA
Accetta cioè una conta delle preferenze che attraverso libere elezioni stabilisce che chi ha questo tipo di maggioranza potrà obbligare tutti gli altri a sottostare alle sue decisioni per il tempo della legislatura.
FALLIMENTO DEL METODO DEMOCRATICO?
Se è così come si può sperare che prima o dopo qualcuno non si stufi e rovesci il tavolo del gioco? Che non accetti più di stare questo gioco?
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LA DEMOCRAZIA E’ UN ORMAI INTOCCABILE?
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| Beppe Grillo, Patron del Movimento 5 Stelle |
PREMESSSA
La qualità della convivenza fra uomini e popoli è migliorata con l’introduzione graduale di regole che la maggioranza dei soggetti accetta e mette in pratica.
La regola forse al di sopra di ogni altra è la convenzione che un certo numero di persone, un popolo, condivide l’impostazione del 50 % più un voto quando si tratta di scegliere chi, per un certo periodo di tempo, guida il gruppo.
Accetta cioè una conta delle preferenze che attraverso libere elezioni stabilisce che chi ha questo tipo di maggioranza potrà obbligare tutti gli altri a sottostare alle sue decisioni per il tempo della legislatura.
FALLIMENTO DEL METODO DEMOCRATICO?
Se una democrazia si basa su regole, ma soprattutto su regole condivise, come si può farsi gioco di queste regole? In Italia sta succedendo che le regole vengono cambiate da chi è al governo adattandole agli interessi del momento di gruppi ben determinati. Gruppi anche poco omogenei che si possono alleare temporaneamente anche solo per un certo fine ben circoscritto.
Se è così come si può sperare che prima o dopo qualcuno non si stufi e rovesci il tavolo del gioco? Che non accetti più di stare questo gioco?
Per ogni gioco ludico praticato nella vita quotidiana esistono regole antiche ed accettate da tutti. Senza queste regole non si potrebbe giocare ne partite ne tornei. La democrazia non è un gioco ma troppo è in gioco per lasciare dubbi anche minimi sulla serietà e la condivisione di tutte le regole. La prima è quella del 50 % più un voto.
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| Platone 800 A.C. |
CONCLUSIONE AMARA ED ALARMATA
In Italia si sta giocando con il fuoco a non fissare queste regole o anche a non dar loro la giusta importanza trattandole come se fossero quisquiglie. Vedere che una coalizione di partiti organizza elezioni preparatorie senza ancora sapere se l’esito potrà essere utile al contesto finale o no’ è già il massimo dell’irresponsabilità collettiva che si possa immaginare.
Il capo dello stato ha iniziato a fare lo sciopero delle uscite in pubblico non partecipando a una prima al Teatro della Scala di Milano. Fatto inaudito. Ma anche un fatto che dà la misura della degenerazione raggiunta.
E’ ora di prenderne coscienza tutti e di mettersi d’accordo sulle regole di un gioco che rappresenta la vita o la morte di milioni di persone. Chi si rende responsabile di questo tipo di rischio vuol richiamato all’ordine ricordandogli che mette a rischio la vita propria.
martedì 20 novembre 2012
MATTEO RENZI uomo normale
Fra ieri sera e stamattina ho sentito parlare alla TV Matteo Renzi almeno per un'ora. Da uno che non ha mai in vita sua votato a sinistra posso permettermi di dire che è la prima volta che sento parlare uno che si candida per il centrosinistra in modo che non mi da fastidio.
Certamente non condivido tutte le cose che dice ma devo ammettere che sono tutte di buon senso. Un solo esempio: alla domanda come vede la TAV ha risposto, premettendo che sta con le forze dell'ordine che hanno operato in difesa della legalità, che se si dovesse decidere oggi troverebbe altre investimenti pubblici di maggior utilità. Ed ha menzionato gli edifici scolastici. Ha però aggiunto che siccome è stato deciso ed anche per non pagare le penali, non cambierebbe molto di quanto ormai impostato.
Vincesse i preliminari del centrosinistra e poi andasse a fare il premier non dovrei temere a priori il solito assalto alla diligenza al quale ci ha abituato il centrosinitra negli anni di governo. Certo, preferirei Alfano o una faccia nuova del centrodestra ma non mi strapperei le vesti con l'arrivo di Renzi.
20 novembre 2012
Certamente non condivido tutte le cose che dice ma devo ammettere che sono tutte di buon senso. Un solo esempio: alla domanda come vede la TAV ha risposto, premettendo che sta con le forze dell'ordine che hanno operato in difesa della legalità, che se si dovesse decidere oggi troverebbe altre investimenti pubblici di maggior utilità. Ed ha menzionato gli edifici scolastici. Ha però aggiunto che siccome è stato deciso ed anche per non pagare le penali, non cambierebbe molto di quanto ormai impostato.
Vincesse i preliminari del centrosinistra e poi andasse a fare il premier non dovrei temere a priori il solito assalto alla diligenza al quale ci ha abituato il centrosinitra negli anni di governo. Certo, preferirei Alfano o una faccia nuova del centrodestra ma non mi strapperei le vesti con l'arrivo di Renzi.
20 novembre 2012
venerdì 2 novembre 2012
Il Movimento delle 5 Stelle, quello di Beppe Grillo, si scoglie com neve al sole non appena si accendono i riflettori.
Un avvenimento in TV sembrato normale alla maggioranza degli spettatori ha provocato le ire di Grillo. Ha sconfessato pubblicamente con parole irrepetibili una sua attivista, Federica Salsi, che da tempo siede nel consiglio comunale di Bologna. E' venuto giù il cielo. In pratica il capo ha proibito a lei di ripresentarsi in TV come rappresentante del movimento ed ha "invitato" tutti gli altri in tutt'Italia a fare altrettanto. La paura di esporrsi e di far vedere che si tratta di persone normali domina questo mondo che pensa di aver trovato la soluzione a tutto.
Le democrazie sono belle quando permettono il libero
adeguamento continuo al mutare delle situazioni generali del paese. In Italia
ci sono stati solo gli adeguamenti ma non la libertà perché ogni cambiamento
era cooptazione, ogni innovazione doveva passare il vaglio delle organizzazioni
esistenti (partiti, sindacati, ordini professionali ecc.)
Nella foto Federica Salsi, consigliere presso il consiglio del comune di Bologna. Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle è composto da tre membri, Federica Salsi, Marco Piazza e Massimo Bugani che ne è il presidente.
Anche Silvio Berlusconi ha più che altro cooptato partendo con buoni
propositi senza riuscire a fare le riforme liberali che aveva tanto
sbandierato.
E’ per questo che la gente sceglie il Movimento 5 Stelle. Vi
possono aderire tutti quelli che non riuscirebbero a farsi cooptare dai poteri esistenti. Ho
cercato in Internet e mi sembra di capire che gli esponenti, ma anche il popolo
dei grillini, sia veramente un buon spaccato
di gente comune, non compromessa
ma neanche eccezionalmente dotata per
tirare fuori l’Italia dal pantano nel quale è stata portata da altri italiani.
La mia conclusione è purtroppo quella che i grillini
potranno sì rappresentare meglio gli interessi delle generazioni giovani perché in media sono anagraficamente giovani
ma non possono avere ne la preparazione ne gli agganci appropriati per grandi
slanci risolutivi. In più, senza alcun dubbio, rappresentano perfettamente i
valori morali della società italiana odierna che non sono eccelsi e che hanno
prodotto i disastri di sperperi, di corruzione e di malgoverno di questi ultimi
tempi.
domenica 28 ottobre 2012
Le radici lontane della forza dell'industria manifatturiera italiana
14 ottobre 2012
Quando in Italia l’economia era viva il sindacato aveva vita facile e con argomenti più o meno razionali riusciva a frustare sia gli imprenditori che i politici. La conseguenza era una continua, delle volte anche sproporzionata, crescita dei salari e dei diritti connessi. I giorni di ferie e di permessi aumentavano, le pensioni lievitavano, alla tredicesima veniva aggiunta la quattordicesima mensilità ed i medici concedevano giorni di malattia a gogo.
Con l’aumentare degli oneri aumentava anche il costo orario di ogni lavoratore e pertanto anche di ogni unità di prodotto . Questo stato di cose spronava gli industriali a migliorare continuamente la produttività ed il metodo più logico era quello della meccanizzazione.
In Europa solo la Germania riesce a stare davanti ai prodotti italiani ma non di molte lunghezze. Lo sviluppo presente e futuro del settore, se ben partendo da posizioni avvantaggiate, subisce però fortemente l’arretratezza del sistema Italia ed ha iniziato ad arrancare. Se si è campioni di burocrazia, di sperperi e corruzione, di limiti alla concorrenza, di servizi bancari e finanziari inefficienti si capisce che non si può mantenere posizioni di testa. Handicap di questo peso ci relegano automaticamente nelle ultime posizioni.
Quando in Italia l’economia era viva il sindacato aveva vita facile e con argomenti più o meno razionali riusciva a frustare sia gli imprenditori che i politici. La conseguenza era una continua, delle volte anche sproporzionata, crescita dei salari e dei diritti connessi. I giorni di ferie e di permessi aumentavano, le pensioni lievitavano, alla tredicesima veniva aggiunta la quattordicesima mensilità ed i medici concedevano giorni di malattia a gogo.
Con l’aumentare degli oneri aumentava anche il costo orario di ogni lavoratore e pertanto anche di ogni unità di prodotto . Questo stato di cose spronava gli industriali a migliorare continuamente la produttività ed il metodo più logico era quello della meccanizzazione.
| La fiera cesente MACFRUT pensata più per le macchine che per la frutta |
Ho potuto seguire questo processo nel mio settore dove negli anni ’50 il 90 percento delle
lavorazioni venivano eseguite a mano mentre già negli anni ’60 ed ancora di più
negli anni ’70 e ’80 l’introduzione di nuovi macchinari era all’ordine del
giorno. Altri paesi non avevano ne un partito comunista ne un sindacato rosso
altrettanto forte e non aveva questa spinta, questo sperone continuo nei
fianchi.
Fatto sta che presto le industrie specializzate nelle
macchine del settore iniziarono a vendere anche all’estero e spesso anche nei mercati
d’oltremare. Nacque la grande tradizione dell’industria meccanica italiana e
della presenza costante e qualificata delle macchine prima solo meccaniche e
poi meccatroniche in tutto il mondo. In Europa solo la Germania riesce a stare davanti ai prodotti italiani ma non di molte lunghezze. Lo sviluppo presente e futuro del settore, se ben partendo da posizioni avvantaggiate, subisce però fortemente l’arretratezza del sistema Italia ed ha iniziato ad arrancare. Se si è campioni di burocrazia, di sperperi e corruzione, di limiti alla concorrenza, di servizi bancari e finanziari inefficienti si capisce che non si può mantenere posizioni di testa. Handicap di questo peso ci relegano automaticamente nelle ultime posizioni.
L’unica mia speranza al momento è che, vista l’improvvisa diffidenza della finanza internazionale verso
l’enorme debito italiano, l’opinione
pubblica italiana guardi in faccia la realtà e trovi le soluzioni giuste per
rimettere in carreggiata questo treno deragliato accettando i sacrifici necessari
dopo anni di lassismo e trovando nuove vie per tornare a domare il proprio destino
piuttosto lasciarsi sfruttare da competitor che non aspettano altro che veder affondare un
temibile concorrente.
lunedì 8 ottobre 2012
TREMONTI IN PILLOLE
Oggi 7 ottobre 2012 a Riccione Giulio Tremonti ha presentato un manifesto che è già molto corposo ma che ha lasciato aperto ad ulteriori modifiche ed integrazioni.
Ha spiegato molto dettagliatamente quando è arrivato l’attacco della speculazione internazionale all’Italia e perché il governo italiano ha dovuto cedere alle pressioni della BCE. In pratica dopo il famoso consiglio del maggio 2011 nel quale si è deciso il salvataggio della Grecia la sua linea di prudenza consigliata a Berlusconi non è stata accettata (in inglese: vula bass e schiva i sass), ma si è preferito insistere su posizioni di forza insostenibili come si è verificato due mesi dopo.
Da quel momento Giulio Tremonti si è eclissato ed ha iniziato a buttare giù i primi capitoli del nuovo libro “L’uscita di sicurezza” nel quale ha fissato le linee che adesso gli servono per il nuovo manifesto e la nuova azione politica spiegato oggi.
Ma oggi doveva anche annunciare di fare il passo decisivo per la formazione di una specie di partito. Non abbiamo sentito niente i questo genere. Si vede che ancora non ci sono le basi, non c’è ne il nucleo forte ne l’organizzazione sul territorio. Las sala enorme del palazzo dei congressi di Riccione era abbastanza gremita, il pubblico un incredibile misto fra giovani e vecchi, fra maschi e femmine. Tutto si è svolto in modo sobrio senza canti ne bandiere, unica eccezione l’inno nazionale finale seguito dalla platea in piedi ed in silenzio.
Alcune idee di Tremonti sono veramente nuove e dirompenti. Qui riporto l’elenco delle mie note prese durante l’esposizione di Tremonti: mi sembrano le più significative, come elencate e formulate da lui:
- Pensare sopratutto ai giovani
- Serve visione politica
- In Italia non c’è un centro, in Italia il centro è la Provincia
- Il nostro manifesto ha 40 punti che non escludono i valori (attualmente siamo in un deserto di valori)
- Aumentare la quota per la solidarietà dal 5 %o al 7 %o
- Noi non siamo contro il mercato
- Siamo per l’economia di mercato, non con le banche che giocano come al casinò
- Nel mondo da 10 anni (non di più) c’è una nuova superpotenza: la finanza globalizzata
- È in atto una guerra, una guerra civile
- Non si dichiara contro di noi ma ci svuota, ci logora, ci sfrutta
- Già nel 1996 ho parlato e scritto di guerra da speculazione
- Nelle regioni ci sono cialtroni
- C’è bisogno di coesione sociale, di stabilità
- Oggi i giovani guidano gli anziani (sono più istruiti)
- La finanza muove capitali superiori a 12 volte il PIL
- L’attacco all’Italia è avvenuto l’anno scorso, nel 2011
- Il debito sovrano italiano ha iniziato ad accumularsi dal 1960 perché era necessario creare lavoro e sostegno per le grandi masse di persone in movimento nelle migrazioni verso Nord
- Era giusto fare debiti ma poi il sistema è degenerato
- Non si è applicato la regola della “no taxation without representation”
- Ma l’Italia ha sempre onorato il suo debito, ha sempre pagato gli interessi dal 2008 al 2011 con al governo Berlusconi e Tremonti lo spread sui bond tedeschi fino a quel momento era a 113
- Il tutto si rompe nel 2011 con lo spread che inizia a salire
- Quello era il momento del grande confronto fra Tesoro e Palazzo Chigi
- Il tesoro voleva la linea della prudenza, Palazzo Chigi era del parere contrario.
- Nel trattato di Roma dell’U.E. non sono previsti soluzioni per i momenti di crisi, due piccoli capitoli che parlano di crisi in un paese singolo sono relegati in fondo, questo è un punto fondamentale
- Il nostro debito, nel 2000 era in mani straniere per il 40 %, adesso è sceso perché non si fidano più come prima
- L’unica al momento ad aiutare l’Italia è la BCE
- L’U.E. aspetta che aumentino le nostre difficoltà per chiuderci di fare di più. Nessuno vuole il default dell’Italia (neanche per la Grecia) ma vogliono logorarci perché possano continuare a finanziarsi a tassi irrisori, facendo pagare questo a noi (sottinteso la Germania) e per comprare le nostre fabbriche
- Per l’Italia non è previsto il default ma lo stato di minaccia continua
- Attraverso il governo Monti chiederanno sempre più rigore
- Monti fin dall’inizio ha fatto la “distruzione creatrice”
- Noi importiamo debito ed esportiamo soldi (roba da matti)
- Possiamo reagire mettendo il debito in sicurezza
- Come? Comprando il nostro debito (azione “compra Italia”)
- Lo strumento è quello di mettere a disposizione degli italiani i nostri titoli esentasse
- Costituzione di una banca nazionale di Credito per l'Economia (sul modello tedesco della KFW. Si tratta di una banca statale
- Costituzione di una banca nazionale di Credito per l'Economia (sul modello tedesco della KFW. Si tratta di una banca statale
- Con il risparmio imitare i tedeschi che hanno la banca statale KFW (simile alla nostra Cassa depositi e prestiti).
- Noi dovremmo triplicare la capitalizzazione della cassa, mettendo dentro un po’ di tutto, anche la SACE.
- Con questo strumento finanziare le imprese
- Lavoro: I contratti di lavoro dovrebbero diventare orizzontali (non per filiera, verticali). Per esempio contratti pensati per le piccole aziende che sono la maggioranza
- Mettere il TFR per qualche anno in busta paga per far ripartire i consumi
- Nuova legge Tremonti: Detassare tre categorie; chi investe, chi assume, chi esporta
- Nuova legge Tremonti: Detassare tre categorie; chi investe, chi assume, chi esporta
- Dividere le banche: Quelle che raccolgono capitali e non fanno altro che finanziare le famiglie e le aziende che avranno le regole e le garanzie correnti. Dall’altra parte ci saranno quelle che possono speculare ma lo devono fare a proprio rischio. Non saranno mai salvate con i soldi dei contribuenti.
- Per il mezzogiorno si dovrebbe reintrodurre la Cassa del Mezzogiorno per progetti importanti (con le regioni siamo arrivati nel 2010 a 467.000 interventi!!)
- Mirare a spendere i nostri soldi, quelli che versiamo all’U.E. e che spesso non riportiamo a casa.
- Utilizzare gli sportelli delle poste per altre funzioni, anche per la sanità.
- Per la scuola: invece di comprare ogni anno nuovi libri introdurre gli eBook da aggiornare online senza grandi spese
- Democrazia: introdurre i referendum propositivi e consultivi.
- Europa: Non fare un referendum sull’Europa oggi perché sarebbe negativo. Invece cambiare il trattato, non senza gli europei, avvicinandolo ai sentimenti ed alle necessità dei popoli (che non vogliono abolire l’Europa ma questa Europa).
- Tener presente che non esistono vincoli sopra se non c’è solidarietà sotto
Altre:
- Per ogni assunzione di un giovane detassare lo stipendio di un anziano
- Nuova legge Tremonti
- Abbattimento dell'IMU sulla prima casa non di lusso
- Standard europeo di spessa pubblica
- adozione della parte ragionevole delle proposte del M5S
- Quarantena per politici: nessuno di loro potrà guadagnare per un certo periodo più di un precario, in seguito andranno a regime gli standard europei
- abbassamento a 16 annin della maggiore età
- doppio voto elettorale ai giovani
- adozione delle proposte liberali per la "rete" fatte dal "Piraten Partei"
- elezione diretta del presidente della repubblica.
Altre:
- Per ogni assunzione di un giovane detassare lo stipendio di un anziano
- Nuova legge Tremonti
- Abbattimento dell'IMU sulla prima casa non di lusso
- Standard europeo di spessa pubblica
- adozione della parte ragionevole delle proposte del M5S
- Quarantena per politici: nessuno di loro potrà guadagnare per un certo periodo più di un precario, in seguito andranno a regime gli standard europei
- abbassamento a 16 annin della maggiore età
- doppio voto elettorale ai giovani
- adozione delle proposte liberali per la "rete" fatte dal "Piraten Partei"
- elezione diretta del presidente della repubblica.
Quanto qui esposto è dunque un concentrato della sintesi già striminzita di 6 pagine fatta da GiulioTremonti davanti agli invitati al convegno. Ma il manifesto intero consegnato ai partecipanti è di 51 pagine seguite da una quarantina di pagine con solo una colonna lasciando libera la seconda colonna per suggerimenti esterni,,migliorativi e/o aggiuntivi. Probabilmente sono ancora molti gli aspetti rimasti fuori perché non ho sentito parlare molto di famiglia, istruzione, sanità, immigrazione, chiesa e religione. Probabilmente certi temi sono stati trattati ieri, sabato, il giorno di lavoro che ha preceduto la domenica, giorno di presentazione di un testo preparato e sstampato prima
lunedì 16 luglio 2012
De profundis all'Italia
Bankitalia ha oggi confermato che il debito sovrano italiano ha raggiunto un nuovo record: € 1.966 miliardi.
Questa è la netta dimostrazione che l’Italia ha come unico destino il default. Se dopo 12 mesi di tagli e riforme, prima con il ministro Tremonti e poi con il premier Monti, non si riesce almeno ad invertire la rotta, a diminuire il debito, vuol dire che mai più succederà.
Infatti lo spread va su ed il valore dell’Euro contro Dollaro va giù. Moody’s declassa di due punti il paese e 12 delle sue maggiori banche e chi prima aveva ancora un po’ di speranze le perde tutte. Le perdono soprattutto gli investitori. Non solo quelli esteri che già ci evitano, ma anche gli italiani che non si fidano più.
Finora le politiche di tutti i governi, succubi delle minacce di sindacati irresponsabili, non permettevano a società decotte di fallire e con soldi pubblici tenevano in vita chi faceva così concorrenza sleale alle aziende sane. Adesso è lo stato a fallire (poco dopo la regione Sicilia che, a credere a Lo Bello (ex presidente di Confindustria Sicilia) è ormai spacciata.
SI SALVI CHI PUO'!
16 luglio 2012
Questa è la netta dimostrazione che l’Italia ha come unico destino il default. Se dopo 12 mesi di tagli e riforme, prima con il ministro Tremonti e poi con il premier Monti, non si riesce almeno ad invertire la rotta, a diminuire il debito, vuol dire che mai più succederà.
Infatti lo spread va su ed il valore dell’Euro contro Dollaro va giù. Moody’s declassa di due punti il paese e 12 delle sue maggiori banche e chi prima aveva ancora un po’ di speranze le perde tutte. Le perdono soprattutto gli investitori. Non solo quelli esteri che già ci evitano, ma anche gli italiani che non si fidano più.
Finora le politiche di tutti i governi, succubi delle minacce di sindacati irresponsabili, non permettevano a società decotte di fallire e con soldi pubblici tenevano in vita chi faceva così concorrenza sleale alle aziende sane. Adesso è lo stato a fallire (poco dopo la regione Sicilia che, a credere a Lo Bello (ex presidente di Confindustria Sicilia) è ormai spacciata.
16 luglio 2012
sabato 14 aprile 2012
GRANDI MANOVRE
In queste settimane del dopo Pasqua 2012 ci sono molte iniziative per capire dove sta andando e dove approderà questo nostro settore travagliato.
Il giorno 16 aprile presso la Regione E.R. in presenza del ministro Mario Catania si discuterà sugli strumenti per una nuova gestione nel mondo dell'ortofrutta ed il 19 aprile Fruitimprese riunisce a Roma in assemblea i soci per proporre nuove vie.
Non mi aspetto grandi cose e, sopratutto, non ho ancora sentito autocritiche, tutti danno le colpe agli altri: i produttori ai commercianti, i politici di oggi ai politici di ieri, i consumatori alle troppe speculazioni ed ai troppi anelli della catena distributiva.
Non c'è dubbio che sono i tempi ad imporre il ritmo e certamente il nostro settore questo passo non l'ha tenuto. E' rimasto indietro e ne porta le conseguenze.
Nel frattempo però la cosa più drammatica è il calo dei consumi anche di ortofrutta (in Itlia quasi il 10 percento dal 2000). Se a questo si aggiunge l'importazione che non conosce tregua si capisce che da troppi anni l'offerta supera la domanda.
A questa situazione non si può rispondere che con incisive azioni di marketing che però nessuno mette in pratica se si eccettuano quelle al ribasso della GDO.
Per vendere di più, sia in Italia che all'estero, occorrerebbero da un lato piani di marketing strategici ed operativi e forze di vendita raddoppiati e dall’altro lato forti investimenti in promozione e pubblicità. Per i piani ancora non esistono accordi, la forza vendita è in gran parte in panchina e la pubblicità la deve fare su chi ricade il profitto: il produttore in genere o il detentore del brand in particolare. Ma siccome quasi nessuna marca controlla quantitativi significativi a livello nazionale dovrebbero essere le organizzazioni professionali dei produttori, con o senza le rispettive O.P., a muoversi. Esse sono anche le uniche che fra capitali propri e quelli reperibili a Bruxelles avrebbero la forza d’urto sufficiente.
giovedì 19 gennaio 2012
SCARSA PROFESSIONALITA' DI DIRIGENTI SUPERMERCATI
Lo si sa nell'ambiente internazionale e lo si percepisce anche visitando i punti vendita della GDO italiana: il confronto con la realtà degli altri paesi è ancora penalizzante per i supermercati nostrani. Lo si è toccato con mano ieri in occasione di un convegno al MARCA di Bologna.
Il tema era quello delle marche commerciali (Private Label) nell'ortofrutta. Tre erano i relatori provenienti dall'estero o comunque operanti sui mercati esteri, tutti fornitori del retail di paesi occidentali e tre erano i relatori italiani, rappresentanti di conosciute insegne della GDO italiana.
Era un piacere ascoltare e seguire gli slides dei relatori esteri, era una pena sentire i nostri. Già il fatto che nessuno andasse al podio per parlare al pubblico in piedi, stando seduti rilassati, per non dire stravaccati, ai loro posti dietro il tavolo della presidenza non dava una bella impressione. Ma che nessuno avesse preparato un vero e proprio discorso con tanto di presentazione della propria organizzazione ed un filo logico sostenuto da tesi e da statistiche era il colmo.
Davano l'impressione di essere venuti più che altro per imparare dai relatori esteri per poter copiare come solito tecniche già sperimentate senza avere idee proprie basate sull'analisi della situazione locale.
Il fatto che i tre rappresentano insegne molto di casa in Emilia Romagan e che pensavano di parlare più che altro a un uditorio amico può spiegare l'atteggiamento. Se solo questo stesso convegno si fosse tenuto a Milano avrebbero probabilmente cercato di presentarsi meglio. Ma questo non sarebbe certamente un comportamento atto a sostenere la centralità del sistema emiliano-romagnolo almeno in fatto di alimentazione.
Si capisce anche da una performance di questo genere perchè il sistema paese è così arretrato ed anche che c'è ancora tanto da lavorare!!!
Il tema era quello delle marche commerciali (Private Label) nell'ortofrutta. Tre erano i relatori provenienti dall'estero o comunque operanti sui mercati esteri, tutti fornitori del retail di paesi occidentali e tre erano i relatori italiani, rappresentanti di conosciute insegne della GDO italiana.
Era un piacere ascoltare e seguire gli slides dei relatori esteri, era una pena sentire i nostri. Già il fatto che nessuno andasse al podio per parlare al pubblico in piedi, stando seduti rilassati, per non dire stravaccati, ai loro posti dietro il tavolo della presidenza non dava una bella impressione. Ma che nessuno avesse preparato un vero e proprio discorso con tanto di presentazione della propria organizzazione ed un filo logico sostenuto da tesi e da statistiche era il colmo.
Davano l'impressione di essere venuti più che altro per imparare dai relatori esteri per poter copiare come solito tecniche già sperimentate senza avere idee proprie basate sull'analisi della situazione locale.
Il fatto che i tre rappresentano insegne molto di casa in Emilia Romagan e che pensavano di parlare più che altro a un uditorio amico può spiegare l'atteggiamento. Se solo questo stesso convegno si fosse tenuto a Milano avrebbero probabilmente cercato di presentarsi meglio. Ma questo non sarebbe certamente un comportamento atto a sostenere la centralità del sistema emiliano-romagnolo almeno in fatto di alimentazione.
Si capisce anche da una performance di questo genere perchè il sistema paese è così arretrato ed anche che c'è ancora tanto da lavorare!!!
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