Lo si sa nell'ambiente internazionale e lo si percepisce anche visitando i punti vendita della GDO italiana: il confronto con la realtà degli altri paesi è ancora penalizzante per i supermercati nostrani. Lo si è toccato con mano ieri in occasione di un convegno al MARCA di Bologna.
Il tema era quello delle marche commerciali (Private Label) nell'ortofrutta. Tre erano i relatori provenienti dall'estero o comunque operanti sui mercati esteri, tutti fornitori del retail di paesi occidentali e tre erano i relatori italiani, rappresentanti di conosciute insegne della GDO italiana.
Era un piacere ascoltare e seguire gli slides dei relatori esteri, era una pena sentire i nostri. Già il fatto che nessuno andasse al podio per parlare al pubblico in piedi, stando seduti rilassati, per non dire stravaccati, ai loro posti dietro il tavolo della presidenza non dava una bella impressione. Ma che nessuno avesse preparato un vero e proprio discorso con tanto di presentazione della propria organizzazione ed un filo logico sostenuto da tesi e da statistiche era il colmo.
Davano l'impressione di essere venuti più che altro per imparare dai relatori esteri per poter copiare come solito tecniche già sperimentate senza avere idee proprie basate sull'analisi della situazione locale.
Il fatto che i tre rappresentano insegne molto di casa in Emilia Romagan e che pensavano di parlare più che altro a un uditorio amico può spiegare l'atteggiamento. Se solo questo stesso convegno si fosse tenuto a Milano avrebbero probabilmente cercato di presentarsi meglio. Ma questo non sarebbe certamente un comportamento atto a sostenere la centralità del sistema emiliano-romagnolo almeno in fatto di alimentazione.
Si capisce anche da una performance di questo genere perchè il sistema paese è così arretrato ed anche che c'è ancora tanto da lavorare!!!
giovedì 19 gennaio 2012
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