lunedì 3 dicembre 2012

ALARME DEMOCRAZIA IN ITALIA

Lettera al direttore del Corriere della Sera che però mi ha informato di  non poterla pubblicare "perché non adatto a una rubrica di lettere come la nostra".

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LA DEMOCRAZIA E’ UN ORMAI INTOCCABILE?


Beppe Grillo,  Patron del Movimento 5 Stelle


PREMESSSA

La qualità della convivenza fra uomini e popoli è migliorata con l’introduzione graduale di regole che la maggioranza dei soggetti accetta e mette in pratica.

La regola forse al di sopra di ogni altra è la convenzione che un certo numero di persone, un popolo, condivide l’impostazione del 50 % più un voto quando si tratta di scegliere chi, per un certo periodo di tempo, guida il gruppo.



Accetta cioè una conta delle preferenze che attraverso libere elezioni stabilisce che chi ha questo tipo di maggioranza potrà obbligare tutti gli altri a sottostare alle sue decisioni per il tempo della legislatura.

FALLIMENTO DEL METODO DEMOCRATICO?

Se una democrazia si basa su regole, ma soprattutto su regole condivise, come si può farsi gioco di queste regole? In Italia sta succedendo che le regole vengono cambiate da chi è al governo adattandole agli interessi del momento di gruppi ben determinati. Gruppi anche poco omogenei che si possono alleare temporaneamente anche solo per un certo fine ben circoscritto.

Se è così come si può sperare che prima o dopo qualcuno non si stufi e rovesci il tavolo del gioco? Che non accetti più di stare questo gioco?



Per ogni gioco ludico praticato nella vita quotidiana esistono regole antiche ed accettate da tutti. Senza queste regole non si potrebbe giocare ne partite ne tornei. La democrazia non è un gioco ma troppo è in gioco per lasciare dubbi anche minimi sulla serietà e la condivisione di tutte le regole. La prima è quella del 50 % più un voto.

Platone 800 A.C.


CONCLUSIONE AMARA ED ALARMATA

In Italia si sta giocando con il fuoco a non fissare queste regole o anche a non dar loro la giusta importanza trattandole come se fossero quisquiglie. Vedere che una coalizione di partiti organizza elezioni preparatorie senza ancora sapere se l’esito potrà essere utile al contesto finale o no’ è già il massimo dell’irresponsabilità collettiva che si possa immaginare.

Il capo dello stato ha iniziato a fare lo sciopero delle uscite in pubblico non partecipando a una prima al Teatro della Scala di Milano. Fatto inaudito. Ma anche un fatto che dà la misura della degenerazione raggiunta.

E’ ora di prenderne coscienza tutti e di mettersi d’accordo sulle regole di un gioco che rappresenta la vita o la morte di milioni di persone. Chi si rende responsabile di questo tipo di rischio vuol richiamato all’ordine ricordandogli che mette a rischio la vita propria.








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