lunedì 17 dicembre 2012

Conosci il valore di due uova?


Ci sono delle volte piccoli episodi che rilevano grandi verità. Uno di questi mi è successo l'altro giorno quando ho accompagnato mia moglie al supermercato.

Dopo aver scelto percorsi diversi che ogni tanto ci portavano ad incrociare i nostri passi ci siamo trovati alla cassa. Devo qui premettere che mia moglie è molto brava a scegliere le singole merci ed osserva sempre da vicino quel che una confezione contiene. In questo caso mi mostra un imballaggio contenente 10 uova raccontando di aver dovuto cambiarlo perché nel primo che le era capitato fra le mani mancavano due uova.

Due uova !!!!!!! Conosciamo il valore di due uova??



Immaginare che qualcuno sia ridotto tanto male da dover sfilare delle uova da contenitori grandi con la speranza di non venir scoperto e denunciato mi ha straziato il cuore. Ma come è possibile? In un mondo come quello di oggi che denuncia sprechi alimentari un giorno si e l'altro pure. Gira la diceria che un terzo dei prodotti alimentari vengono buttati prima di venir consumati. Non in campagna, non lungo la filiera ma sopratutto in casa!!

E qui, vicino a noi, ci sono poveracci che rubano due uova. Probabilmente non sanno che la giustizia italiana condanna più facilmente un ladro di qualche mela o due uova che non un truffatore incallito.

Che nonostante tutti i buoni propositi e tutti i pronunciamenti pubblici di uomini politici e di chiesa ci sia qualche cosa che ancora è profondamente sbagliato lo si capica da tempo. Ma giunti ormai al culmine della crisi economica episodi come questi si moltiplicano e se non riusciamo ad invertire la rotta, a garantire a ogni persona che vive nella nostra comunità il minimo necessario per sfamarsi avendo un tetto sopra la testa, non siamo degni di chiamarci popolo civile.

Cosa fare? Il primo esempio che mi viene in mente è quello di aiutare le 3500 sezioni della Caritas sparse in tutt’Italia a farsi conoscere di più ed ad essere attrezzata per rispondere ancora meglio alle situazione di emergenza che colpiscono singoli e famiglie. Si tratta di persone che certamente non si fanno raggiungere da annunci sui social network ma i social network potrebbero occuparsi del problema e risvegliare  ed esaltare di più i buoni sentimenti che in fondo, in modo più o meno pronunciato,  albergano in ognuno di noi. Domani mi attivo contattando il responsabile della Caritas locale. Spero che altri facciano altrettanto mettendo in moto anche altri interlocutori adeguati.








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